USS Nebraska (BB-14): la corazzata che attraversò il mondo
La USS Nebraska (BB-14) fu una corazzata pre-dreadnought della United States Navy appartenente alla classe Virginia, entrata in servizio nel 1907 e rimasta operativa fino al 1920. Costruita dai Moran Brothers di Seattle, nello Stato di Washington, rappresentò un passaggio significativo nell’evoluzione della marina militare americana: era una nave progettata in un’epoca in cui le corazzate costituivano il principale strumento della potenza navale, ma divenne operativa proprio mentre la tecnologia stava per trasformare radicalmente questo tipo di unità. La Nebraska fu impostata il 4 luglio 1902, varata il 7 ottobre 1904 e ufficialmente commissionata il 1º luglio 1907 sotto il comando del capitano Reginald F. Nicholson. Il Naval History and Heritage Command la descrive come una nave da 14.948 tonnellate e ricorda che fu l’ultima corazzata della U.S. Navy costruita sulla costa occidentale degli Stati Uniti per oltre un decennio.
Un nome legato allo Stato del Nebraska
La nave fu originariamente progettata con il nome Pennsylvania, ma la denominazione venne modificata prima della costruzione. La scelta di Nebraska collegava direttamente la nuova corazzata allo Stato entrato nell’Unione nel 1867. La costruzione ebbe luogo a Seattle, una scelta particolarmente significativa perché contribuì a consolidare la presenza dell’industria navale americana sulla costa del Pacifico. La posa della chiglia avvenne il 4 luglio 1902, giorno dell’Independence Day, mentre al varo partecipò Mary N. Mickey, figlia del governatore del Nebraska John H. Mickey. La società storica dello Stato conserva inoltre documentazione relativa alla nave e ricorda come il Nebraska avesse autorizzato l’acquisto di un servizio d’argento destinato alla corazzata, successivamente consegnato durante il viaggio verso San Francisco nel 1908.
Una corazzata della classe Virginia
La Nebraska apparteneva alla classe Virginia, una famiglia di corazzate concepita alla fine del XIX secolo secondo i principi della grande nave da battaglia oceanica. Il progetto rifletteva la convinzione che la U.S. Navy dovesse possedere unità capaci non soltanto di difendere le coste americane, ma anche di operare a grande distanza dalla madrepatria. La nave era lunga circa 441 piedi, larga poco più di 76 piedi e aveva un dislocamento a pieno carico di circa 16.094 tonnellate. Dodici caldaie Babcock & Wilcox alimentavano due motori a triplice espansione, collegati a due alberi, consentendo una velocità massima di circa 19 nodi. Il suo equipaggio poteva superare il migliaio di uomini secondo la configurazione e il periodo di servizio considerati.
Armamento e protezione
L’armamento principale comprendeva quattro cannoni da 12 pollici, installati in due torrette binate, una a prua e una a poppa. A questi si aggiungeva una potente batteria secondaria costituita da otto cannoni da 8 pollici e dodici da 6 pollici, affiancata da pezzi di calibro inferiore destinati soprattutto alla difesa contro unità leggere e torpediniere. La Nebraska disponeva inoltre di quattro tubi lanciasiluri da 21 pollici. La protezione corazzata era altrettanto importante: la cintura raggiungeva gli 11 pollici nelle zone più sensibili, mentre le torrette principali potevano contare su piastre spesse fino a 12 pollici e la torre di comando su circa 9 pollici. Questa combinazione di potenza di fuoco, protezione e autonomia rispecchiava perfettamente la filosofia delle corazzate americane dell’epoca.
La Great White Fleet e il viaggio intorno al mondo
Uno degli episodi più celebri della carriera della Nebraska fu la partecipazione alla Great White Fleet, la grande crociera mondiale organizzata dall’amministrazione del presidente Theodore Roosevelt. Dopo le prove iniziali e alcune modifiche, la corazzata raggiunse San Francisco nel maggio 1908, dove entrò a far parte della flotta sostituendo la USS Alabama. Il 7 luglio iniziò la lunga navigazione attraverso il Pacifico. La squadra visitò Honolulu, Auckland, Sydney, Melbourne, Manila, Yokohama e Colombo, prima di attraversare l’Oceano Indiano e raggiungere Suez nel gennaio 1909. Da lì la flotta proseguì attraverso il Mediterraneo e l’Atlantico, tornando negli Stati Uniti nel febbraio dello stesso anno. Il viaggio aveva un forte significato diplomatico oltre che militare: dimostrava che la U.S. Navy possedeva la capacità logistica e operativa necessaria per mantenere una grande forza navale lontano dalle proprie basi.
La crociera fu anche una dimostrazione della crescente importanza internazionale degli Stati Uniti. La presenza delle navi americane in porti dell’Oceania, dell’Asia e del Mediterraneo trasformò la Great White Fleet in uno strumento di diplomazia navale, mentre la visita in Giappone assumeva particolare rilievo nel contesto delle tensioni che caratterizzavano i rapporti tra Washington e Tokyo. Per la Nebraska, l’esperienza rappresentò inoltre una straordinaria prova delle proprie capacità nautiche: una nave concepita per la guerra di linea venne impiegata in una lunga missione globale che richiedeva affidabilità, disciplina dell’equipaggio e capacità di operare lontano dalle infrastrutture nazionali.
Dalla flotta atlantica alla Prima guerra mondiale
Dopo il ritorno negli Stati Uniti, la Nebraska venne sottoposta a lavori di modifica e continuò a operare con la Atlantic Fleet. Tra le trasformazioni più visibili vi fu la sostituzione degli alberi militari originali con i caratteristici cage masts, installati progressivamente tra il 1909 e il 1910. Negli anni successivi la nave partecipò a esercitazioni e cerimonie navali e fu impiegata anche nelle operazioni statunitensi al largo del Messico nel 1914 e nel 1916, nel quadro dell’instabilità provocata dalla Rivoluzione messicana. Per il servizio prestato durante queste operazioni ricevette la Mexican Service Medal.
Quando gli Stati Uniti entrarono nella Prima guerra mondiale nell’aprile 1917, la Nebraska tornò in servizio e venne assegnata alla Battleship Force dell’Atlantic Fleet. Il suo ruolo fu inizialmente legato soprattutto all’addestramento, ma nella seconda metà del conflitto la corazzata assunse compiti operativi nell’Atlantico. Nel 1918 trasportò fino in Uruguay le spoglie dell’ambasciatore uruguaiano Carlos M. DePena, morto negli Stati Uniti, e partecipò successivamente alla scorta di convogli diretti verso l’Europa. Il Naval History and Heritage Command documenta tre missioni di scorta nel periodo finale della guerra, a conferma di come una nave progettata per uno scontro tra corazzate fosse ormai utilizzata anche per proteggere il traffico transatlantico dalla minaccia dei sommergibili.
Il ritorno dei soldati americani
La fine delle ostilità non segnò immediatamente la conclusione della carriera della Nebraska. A partire dalla fine di dicembre 1918 la nave venne trasformata temporaneamente in trasporto per contribuire al rimpatrio delle truppe americane che si trovavano ancora in Francia. Effettuò quattro viaggi verso Brest e, complessivamente, trasportò 4.540 militari sulla rotta tra Francia e Stati Uniti. L’ultimo di questi viaggi terminò a Newport News il 21 giugno 1919, chiudendo una fase particolarmente significativa del servizio della corazzata: da strumento di potenza navale durante la Great White Fleet a nave impegnata nel complesso processo di smobilitazione successivo alla guerra.
Gli ultimi anni e la demolizione
Dopo il servizio di trasporto, la Nebraska venne trasferita alla Pacific Fleet e tornò sulla costa occidentale. Tuttavia, il rapido sviluppo della tecnologia navale aveva ormai reso obsolete molte delle caratteristiche che solo pochi anni prima identificavano una moderna corazzata. L’introduzione delle moderne corazzate dreadnought, con batterie principali uniformi di grande calibro, maggiore velocità e migliori sistemi di controllo del tiro, aveva cambiato profondamente i criteri con cui valutare una nave da battaglia.
La Nebraska fu disarmata il 2 luglio 1920 e ricevette formalmente la classificazione BB-14 nel luglio dello stesso anno. Venne radiata dal Naval Vessel Register il 12 luglio 1922, nel contesto delle limitazioni imposte dal Washington Naval Treaty. Nel novembre 1923 fu dichiarata incapace di ulteriori impieghi bellici e venduta per la demolizione. La sua carriera, durata poco più di tredici anni dal varo operativo al disarmo, si concluse così non in combattimento ma come conseguenza dell’evoluzione tecnologica e degli accordi internazionali sulla limitazione degli armamenti navali.
Specifiche tecniche della USS Nebraska
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Classe | Virginia |
| Tipo | Corazzata pre-dreadnought |
| Costruttore | Moran Brothers, Seattle |
| Impostazione | 4 luglio 1902 |
| Varata | 7 ottobre 1904 |
| Entrata in servizio | 1º luglio 1907 |
| Dislocamento a pieno carico | 16.094 tonnellate |
| Lunghezza | 441 ft 3 in (circa 134,5 m) |
| Larghezza | 76 ft 2 in (circa 23,2 m) |
| Pescaggio | 25 ft 10 in (circa 7,9 m) |
| Propulsione | 12 caldaie Babcock & Wilcox; 2 motori a triplice espansione |
| Potenza | circa 19.000 shp |
| Velocità massima | 19 nodi |
| Armamento principale | 4 × 12 pollici |
| Armamento secondario | 8 × 8 pollici; 12 × 6 pollici |
| Difesa ravvicinata | 12 × 3 pollici; 4 cannoni da 3 libbre |
| Siluri | 4 tubi da 21 pollici |
| Cintura corazzata | fino a 11 pollici |
| Corazzatura torrette | fino a 12 pollici |
| Torre di comando | 9 pollici |
| Equipaggio | fino a circa 1.100 uomini |
| Disarmo | 2 luglio 1920 |
| Radiazione | 12 luglio 1922 |
| Destino | Venduta per demolizione nel 1923 |
La USS Nebraska (BB-14) occupa quindi un posto particolare nella storia navale americana. Non fu ricordata per una grande battaglia, ma per la varietà delle missioni svolte durante una fase di profonda trasformazione della U.S. Navy: dalla spettacolare circumnavigazione della Great White Fleet alle operazioni nel Pacifico e nell’Atlantico, fino alla scorta dei convogli e al rimpatrio delle truppe dopo la Prima guerra mondiale. La sua vicenda mostra con particolare chiarezza quanto rapidamente potesse cambiare la tecnologia militare all’inizio del XX secolo: una corazzata moderna al momento dell’entrata in servizio poteva diventare superata nel giro di pochi anni.