la USS Vermont, una protagonista della storia navale americana
La USS Vermont (BB-20) è stata una corazzata della Marina degli Stati Uniti appartenente alla classe Connecticut, una delle più importanti generazioni di navi da battaglia realizzate dalla US Navy all’inizio del XX secolo. Entrata in servizio il 4 marzo 1907, questa imponente unità militare rappresentò un esempio significativo dell’evoluzione della potenza navale americana in un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche, rivalità internazionali e crescente importanza strategica degli oceani.
La sua storia è strettamente legata a uno degli episodi più celebri della storia marittima statunitense: la circumnavigazione del globo della Great White Fleet, la grande flotta bianca voluta dal presidente Theodore Roosevelt per dimostrare al mondo le capacità operative della Marina americana. La Vermont partecipò a questa straordinaria spedizione, attraversando oceani, visitando numerosi Paesi e contribuendo a una delle più importanti manifestazioni di potenza navale dell’epoca.
Nel corso della sua carriera, la corazzata prese parte anche a operazioni militari e diplomatiche nei Caraibi e in America Centrale, partecipò all’intervento statunitense in Messico e svolse attività di supporto durante la Prima guerra mondiale. Successivamente venne impiegata come nave trasporto per riportare negli Stati Uniti migliaia di militari americani provenienti dall’Europa.
La USS Vermont non fu quindi soltanto una nave da guerra progettata per affrontare altre corazzate, ma anche uno strumento della politica estera americana, un mezzo per consolidare la presenza internazionale degli Stati Uniti e una piattaforma fondamentale per l’addestramento dei marinai. La sua carriera, durata oltre tredici anni di servizio operativo e seguita da un periodo di permanenza in riserva, permette di comprendere meglio la trasformazione della US Navy durante una fase decisiva della storia contemporanea.
La costruzione della USS Vermont e le origini della classe Connecticut
Il programma navale americano all’inizio del Novecento
All’inizio del XX secolo, gli Stati Uniti stavano rapidamente consolidando il proprio ruolo di potenza internazionale. La crescita economica e industriale del Paese, insieme all’espansione degli interessi commerciali nel Pacifico e nei Caraibi, rese sempre più evidente la necessità di disporre di una marina militare moderna e capace di operare su scala globale.
Le principali potenze marittime europee, in particolare Regno Unito, Germania e Francia, disponevano già di flotte considerevoli. Anche il Giappone stava investendo importanti risorse nella costruzione di moderne unità da combattimento, diventando un concorrente sempre più rilevante nell’area del Pacifico.
In questo contesto, la Marina statunitense sviluppò la classe Connecticut, progettata per combinare una notevole potenza di fuoco, una protezione corazzata robusta e una velocità adeguata alle esigenze delle flotte da battaglia dell’epoca. La USS Vermont fu la quarta unità della classe e venne concepita per partecipare alle principali operazioni della flotta americana, sia in tempo di pace sia durante eventuali conflitti.
La classe Connecticut apparteneva alla generazione delle cosiddette corazzate pre-dreadnought. Queste navi utilizzavano numerose batterie di cannoni di differenti calibri, una soluzione che garantiva una considerevole capacità offensiva ma che sarebbe stata rapidamente superata dall’introduzione delle corazzate monocalibro, inaugurate dalla britannica HMS Dreadnought nel 1906.
La posa della chiglia e il varo
La costruzione della USS Vermont iniziò il 21 maggio 1904 presso i cantieri Fore River Shipbuilding Company di Quincy, nel Massachusetts. Il cantiere rappresentava uno dei principali centri dell’industria navale americana e possedeva le capacità industriali necessarie per realizzare grandi unità militari.
La nave venne varata il 31 agosto 1905. La cerimonia fu accompagnata dalla tradizionale partecipazione di rappresentanti istituzionali e militari. La madrina del varo fu Jennie Bell, figlia di Charles J. Bell, allora governatore del Vermont, lo Stato americano da cui la corazzata prendeva il nome.
Dopo il varo iniziarono i lavori di completamento, durante i quali vennero installati gli apparati propulsivi, gli armamenti, i sistemi di comunicazione e le strutture necessarie alla vita dell’equipaggio. Si trattava di un lavoro complesso, considerando le dimensioni della nave e la quantità di sistemi meccanici e militari che dovevano essere integrati nello scafo.
Il 4 marzo 1907 la USS Vermont venne ufficialmente commissionata presso il Boston Navy Yard, entrando così a far parte della flotta statunitense sotto il comando del capitano William P. Potter.
Caratteristiche tecniche e armamento della USS Vermont
Dimensioni, dislocamento e struttura
La USS Vermont era una corazzata di grandi dimensioni per gli standard navali dell’inizio del Novecento. Il suo dislocamento normale era di circa 16.000 tonnellate, mentre la lunghezza raggiungeva circa 139 metri.
La larghezza dello scafo era di circa 23,4 metri, dimensione che contribuiva a garantire una piattaforma relativamente stabile per l’impiego delle numerose batterie di artiglieria. Il pescaggio medio era di circa 7,5 metri, un valore che consentiva alla nave di operare in numerosi porti e basi navali, pur imponendo alcune limitazioni nelle acque poco profonde.
La struttura era caratterizzata da uno scafo in acciaio, compartimentazioni interne e una protezione corazzata distribuita nelle zone considerate maggiormente vulnerabili. Come altre corazzate della sua generazione, la Vermont doveva resistere ai colpi dell’artiglieria navale nemica e proteggere gli apparati vitali, come le sale macchine, i depositi di munizioni e le strutture di comando.
Il progetto rifletteva una concezione della guerra navale nella quale la resistenza ai bombardamenti e la capacità di sostenere un combattimento prolungato rappresentavano elementi essenziali.
La potente artiglieria principale
L’armamento principale della USS Vermont era costituito da quattro cannoni da 305 millimetri, equivalenti a 12 pollici, installati in due torrette binate. Questi cannoni rappresentavano il sistema offensivo più potente della nave ed erano destinati soprattutto agli scontri contro altre unità corazzate.
La disposizione delle torrette permetteva di concentrare una notevole quantità di potenza di fuoco contro bersagli navali a distanza considerevole. I cannoni da 12 pollici potevano utilizzare proiettili particolarmente pesanti, capaci di provocare danni molto gravi alle corazze delle navi avversarie.
Accanto all’artiglieria principale era presente una batteria secondaria composta da otto cannoni da 203 millimetri. Questa configurazione offriva una capacità offensiva aggiuntiva contro navi di dimensioni inferiori e bersagli meno protetti.
La presenza di dodici cannoni da 178 millimetri completava ulteriormente l’armamento, offrendo una notevole densità di fuoco. La nave disponeva inoltre di numerosi cannoni di piccolo calibro, destinati soprattutto alla difesa contro unità leggere e minacce ravvicinate.
La protezione corazzata
La corazzatura era uno degli elementi fondamentali del progetto della USS Vermont. Le corazzate di questa generazione dovevano essere in grado di affrontare combattimenti nei quali i proiettili di grosso calibro potevano causare danni devastanti allo scafo e agli apparati interni.
Per questo motivo, la protezione veniva concentrata soprattutto lungo la cintura corazzata, intorno alle torrette principali, nelle strutture di comando e nelle aree contenenti i macchinari più importanti.
La disposizione della corazza doveva garantire un equilibrio tra protezione e peso complessivo. Un aumento eccessivo dello spessore avrebbe infatti comportato una riduzione della velocità e dell’autonomia, mentre una protezione insufficiente avrebbe reso la nave vulnerabile all’artiglieria nemica.
Come avveniva per molte unità della classe Connecticut, la Vermont era progettata secondo una filosofia che privilegiava la sopravvivenza in combattimento attraverso una combinazione di corazza, compartimentazione e robustezza strutturale.
Apparato motore e prestazioni
La propulsione della USS Vermont era affidata a motori a vapore a triplice espansione, alimentati da caldaie navali. Il sistema permetteva di trasformare l’energia prodotta dal vapore in movimento meccanico attraverso un apparato progettato per sostenere il funzionamento prolungato della nave.
La velocità massima prevista era di circa 18 nodi, un valore adeguato alle esigenze delle flotte da battaglia dell’epoca. Pur non essendo una nave particolarmente veloce rispetto ai successivi incrociatori da battaglia, la Vermont possedeva prestazioni sufficienti per operare insieme alle altre corazzate della flotta americana.
L’equipaggio ordinario era composto da circa 880 uomini tra ufficiali, sottufficiali e marinai. Questa considerevole presenza umana era necessaria per gestire la propulsione, l’artiglieria, le comunicazioni, la manutenzione e tutte le attività quotidiane di una grande unità da guerra.
La Great White Fleet: il viaggio intorno al mondo
La decisione di Theodore Roosevelt
Uno degli episodi più importanti della storia della USS Vermont fu la partecipazione alla circumnavigazione del globo della Great White Fleet, organizzata per volontà del presidente Theodore Roosevelt.
Nel dicembre 1907 gli Stati Uniti desideravano dimostrare di possedere una marina militare capace di operare non soltanto lungo le coste nazionali, ma anche nei principali teatri strategici internazionali. La crescita della potenza navale giapponese e le tensioni geopolitiche nel Pacifico rendevano particolarmente importante mostrare la capacità americana di trasferire una grande flotta da un oceano all’altro.
Il 16 dicembre 1907 sedici corazzate partirono da Hampton Roads, in Virginia, dando inizio a una delle più celebri spedizioni navali della storia americana. Le navi erano dipinte prevalentemente di bianco, caratteristica che contribuì alla denominazione di Great White Fleet.
La USS Vermont faceva parte della Prima Divisione della flotta, comandata dall’ammiraglio Robley D. Evans, conosciuto con il soprannome di Fighting Bob.
La circumnavigazione del pianeta
Il viaggio della Great White Fleet fu un’impresa logistica straordinaria. Le navi dovevano affrontare lunghissime traversate, rifornirsi di carbone, effettuare manutenzioni e coordinare le operazioni di un’intera flotta in differenti aree geografiche.
La USS Vermont attraversò il Sud America e visitò numerosi porti lungo il percorso. La flotta raggiunse il Pacifico attraverso la costa occidentale americana e proseguì verso le Hawaii, la Nuova Zelanda, l’Australia, le Filippine, il Giappone e la Cina.
Successivamente le navi attraversarono l’Oceano Indiano e raggiunsero il Mediterraneo, prima di fare ritorno negli Stati Uniti attraverso l’Atlantico.
La spedizione si concluse il 22 febbraio 1909, quando la flotta rientrò a Hampton Roads e venne accolta nuovamente dal presidente Roosevelt.
Per la USS Vermont, il viaggio rappresentò un’importante prova operativa. La nave dimostrò di poter sostenere una lunga navigazione internazionale, affrontare differenti condizioni meteorologiche e mantenere un elevato livello di efficienza lontano dalle basi nazionali.
Il significato politico e militare della missione
La circumnavigazione della Great White Fleet non fu semplicemente una lunga esercitazione navale. Si trattò di una dimostrazione della capacità degli Stati Uniti di proiettare la propria potenza militare in ogni parte del mondo.
La presenza della flotta nei porti stranieri ebbe un importante valore diplomatico, rafforzando i rapporti con numerosi Paesi e mostrando la crescente influenza americana.
La missione contribuì inoltre a mettere in evidenza le difficoltà logistiche legate alla gestione di una flotta moderna. Il rifornimento di carbone, la manutenzione dei macchinari e il coordinamento delle navi richiedevano una pianificazione estremamente accurata.
Per la USS Vermont, questa esperienza rappresentò uno dei momenti più significativi della propria carriera e contribuì a consolidare la reputazione della corazzata come unità affidabile della Marina americana.
La modernizzazione del 1909
Dopo il ritorno dalla circumnavigazione, la USS Vermont venne sottoposta a lavori di manutenzione e modernizzazione presso il Boston Navy Yard.
Tra le modifiche più evidenti vi fu l’installazione di nuovi alberi a traliccio, conosciuti come cage masts. Queste strutture erano caratterizzate da una costruzione reticolare metallica che permetteva di sostenere piattaforme di osservazione e apparati di comunicazione.
La modernizzazione interessò anche altri elementi della nave, con l’obiettivo di migliorare le capacità operative e adattare la corazzata alle nuove esigenze della flotta.
Gli alberi a traliccio rappresentavano una soluzione molto diffusa nelle corazzate americane di quel periodo e costituivano una delle caratteristiche estetiche più riconoscibili delle unità della US Navy prima della diffusione delle sovrastrutture moderne.
I lavori terminarono nel giugno 1909. Successivamente, la Vermont riprese le esercitazioni e le attività operative con la Flotta Atlantica, partecipando a manovre, addestramenti di artiglieria e visite diplomatiche.
Le operazioni della USS Vermont tra il 1910 e il 1913
Le missioni nell’Atlantico e nei Caraibi
Negli anni successivi alla Great White Fleet, la USS Vermont continuò a svolgere un ruolo importante nelle operazioni della Marina statunitense.
La nave partecipò regolarmente alle esercitazioni nell’Atlantico occidentale e nei Caraibi, aree considerate strategicamente fondamentali per gli interessi americani. In questi mari, la presenza della flotta consentiva agli Stati Uniti di proteggere le rotte commerciali e mantenere una capacità di intervento rapido nelle regioni politicamente instabili.
Le attività comprendevano esercitazioni di artiglieria, manovre di squadra, navigazione in formazione e operazioni di rifornimento.
Nel novembre 1910 la Vermont attraversò nuovamente l’Atlantico per una missione europea, visitando Gravesend, in Inghilterra, e successivamente Brest, in Francia. Anche questa attività aveva una componente diplomatica, poiché la presenza delle navi americane nei porti europei contribuiva a rafforzare le relazioni internazionali.
La corazzata continuò a operare nei Caraibi anche negli anni successivi, prendendo parte alle esercitazioni invernali organizzate dalla Marina americana.
L’attività nel Mediterraneo e il viaggio del 1913
Nel 1913 la USS Vermont effettuò una nuova missione europea. Partita da Hampton Roads il 25 ottobre, raggiunse Marsiglia l’8 novembre, entrando così nel Mediterraneo.
Il viaggio fu però caratterizzato da un grave problema tecnico durante il ritorno. Nel dicembre 1913, a causa dei danni riportati alle eliche e agli alberi portaelica durante una tempesta, la nave perse la capacità di navigare autonomamente e dovette essere rimorchiata fino al porto di Norfolk.
L’incidente dimostrò quanto fosse complessa la gestione degli apparati propulsivi delle grandi corazzate dell’epoca. Anche una nave pesantemente corazzata e dotata di potenti motori poteva trovarsi in difficoltà a causa di un problema meccanico apparentemente circoscritto.
Dopo le riparazioni, la Vermont tornò progressivamente alle normali attività operative.
La USS Vermont durante l’intervento americano in Messico del 1914
La crisi di Veracruz
Uno degli episodi più importanti della carriera della USS Vermont avvenne nell’aprile 1914, quando la nave partecipò all’intervento militare statunitense nel porto messicano di Veracruz.
In quel periodo il Messico era attraversato da una grave instabilità politica e gli Stati Uniti erano preoccupati per la situazione interna e per la sicurezza dei propri interessi commerciali e diplomatici.
La crisi si aggravò in seguito all’incidente di Tampico e alla questione di una spedizione di armi destinata alle forze del presidente Victoriano Huerta.
Il governo americano decise di intervenire per impedire l’arrivo di un carico di armi nel porto di Veracruz. La USS Vermont raggiunse la zona il 22 aprile 1914 insieme ad altre unità della Marina statunitense.
Lo sbarco dei marinai e dei Marines
Durante l’operazione, la Vermont mise a disposizione una forza da sbarco composta da dodici ufficiali e 308 uomini.
Il contingente partecipò alle operazioni di occupazione del porto insieme alle altre forze americane. Lo sbarco si trasformò in uno scontro armato con le forze messicane e provocò vittime tra i partecipanti.
La formazione della Vermont subì la perdita di un membro del proprio distaccamento di Marines, ucciso il 23 aprile.
Due ufficiali collegati alla forza da sbarco della nave, il tenente Julius C. Townsend e il chirurgo Gary DeV. Lanehornes, ricevettero la Medal of Honor per il loro comportamento durante i combattimenti.
La partecipazione a Veracruz dimostrò che la USS Vermont poteva svolgere funzioni molto diverse dal combattimento navale tradizionale. La nave non era soltanto una piattaforma per cannoni di grosso calibro, ma anche una base operativa dalla quale organizzare operazioni terrestri e missioni di sicurezza.
Dopo l’operazione, la Vermont continuò a mantenere una presenza nelle acque messicane, contribuendo alla protezione degli interessi americani.
La missione ad Haiti e gli ultimi anni prima della Prima guerra mondiale
Nel 1916 la USS Vermont venne nuovamente impiegata in un’area caratterizzata da instabilità politica, questa volta nei Caraibi.
La nave fornì supporto alla forza di spedizione del Corpo dei Marines statunitense ad Haiti, dove gli Stati Uniti erano intervenuti per consolidare la propria influenza e proteggere gli interessi strategici nella regione.
La missione si svolse tra la fine del 1916 e l’inizio del 1917. Durante questo periodo la corazzata contribuì alle attività di supporto e alla presenza militare americana nelle acque haitiane.
Queste operazioni confermarono la funzione delle corazzate americane come strumenti di presenza internazionale. La loro semplice presenza nei porti e nelle acque territoriali poteva avere un importante effetto politico e diplomatico, oltre che militare.
Dopo il ritorno negli Stati Uniti, la Vermont raggiunse Norfolk e si preparò a una nuova fase della propria carriera, caratterizzata dall’ingresso americano nella Prima guerra mondiale.
La USS Vermont nella Prima guerra mondiale
Il ruolo della nave dopo l’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto
Gli Stati Uniti entrarono nella Prima guerra mondiale nell’aprile 1917, dichiarando guerra alla Germania. In quel momento la USS Vermont si trovava presso il Philadelphia Navy Yard, dove era stata inviata per lavori di riparazione.
La nave rimase in cantiere fino all’agosto 1917. Successivamente venne assegnata a compiti di addestramento tecnico nella regione della Chesapeake Bay.
A differenza di alcune moderne unità da guerra, la Vermont non venne destinata direttamente alle principali operazioni navali contro la Germania. La sua tecnologia apparteneva ormai a una generazione precedente rispetto alle nuove corazzate monocalibro e il suo impiego risultava più utile in attività di supporto e formazione.
La nave venne utilizzata come piattaforma per l’addestramento degli specialisti della Marina, contribuendo alla preparazione del personale necessario a mantenere operativa una flotta sempre più impegnata nel conflitto.
Una missione diplomatica in Sud America
Nel 1918 la USS Vermont ricevette un incarico particolarmente significativo, che dimostra ancora una volta la varietà delle missioni affidate alle grandi navi della Marina americana.
Il 28 maggio 1918 vennero imbarcate le spoglie del defunto ambasciatore cileno negli Stati Uniti. Il 3 giugno salì a bordo anche l’ambasciatore americano in Cile, J. H. Shea.
La corazzata partì da Norfolk e attraversò il Canale di Panama, dirigendosi verso il Sud America. Raggiunse il Cile e arrivò a Valparaíso il 27 giugno.
La missione aveva un importante significato diplomatico, poiché il trasporto delle spoglie dell’ambasciatore rappresentava un gesto ufficiale di rispetto nei confronti del Paese sudamericano.
Dopo aver completato le operazioni a Valparaíso, la Vermont visitò anche Callao, in Perù, prima di attraversare nuovamente il Canale di Panama e fare ritorno alla propria base.
Questa missione dimostrò come, anche durante una guerra mondiale, le navi militari potessero essere utilizzate per attività diplomatiche e simboliche.
La trasformazione in nave trasporto e il rimpatrio dei soldati americani
La fine della guerra e il nuovo impiego
Nel novembre 1918, con la conclusione delle ostilità, la Marina americana iniziò a organizzare il rimpatrio dei militari statunitensi che avevano combattuto in Europa.
La USS Vermont venne quindi sottoposta a lavori di conversione presso il Philadelphia Navy Yard, con l’obiettivo di trasformarla in una nave trasporto per il personale militare.
Il suo precedente ruolo di corazzata venne temporaneamente accantonato per consentirle di svolgere una funzione completamente diversa. Le strutture interne vennero adattate per ospitare un numero elevato di passeggeri, mentre le dotazioni necessarie alla navigazione oceanica continuarono a essere fondamentali per garantire la sicurezza delle traversate.
Quattro viaggi attraverso l’Atlantico
Nel gennaio 1919 la USS Vermont iniziò la propria attività come trasporto truppe, effettuando il primo di quattro viaggi di andata e ritorno tra l’Europa e gli Stati Uniti.
La nave contribuì al rimpatrio di circa 5.000 militari americani provenienti dalla Francia, completando la propria ultima traversata il 20 giugno 1919.
Si trattò di un incarico importante, perché il ritorno dei soldati richiedeva un enorme sforzo organizzativo e logistico. Le autorità militari dovevano gestire il trasporto di migliaia di uomini, assicurando collegamenti regolari tra i porti europei e quelli americani.
Per la Vermont, questa fase rappresentò una trasformazione significativa. La nave, originariamente costruita per affrontare altre corazzate in battaglia, venne impiegata per riportare a casa coloro che avevano combattuto sul fronte europeo.
Il suo contributo alla conclusione del conflitto fu quindi concreto, anche se molto diverso da quello che ci si sarebbe potuti aspettare da una corazzata della sua classe.
Il trasferimento nel Pacifico e la dismissione
L’ultimo viaggio verso la costa occidentale
Dopo aver concluso il servizio di trasporto, la USS Vermont venne preparata per l’inattivazione. Il 18 luglio 1919 lasciò la costa orientale degli Stati Uniti, attraversando il Canale di Panama per raggiungere il Pacifico.
Durante il trasferimento visitò diversi porti della costa occidentale, tra cui San Diego, San Pedro, Monterey, Long Beach, Astoria e San Francisco.
Il 18 settembre 1919 raggiunse il Mare Island Navy Yard, a Vallejo, in California, dove rimase in attesa delle successive decisioni amministrative.
Il trasferimento rappresentò l’ultima grande navigazione della sua carriera. Dopo anni trascorsi tra l’Atlantico, il Mediterraneo, i Caraibi e il Pacifico, la corazzata era ormai destinata a lasciare definitivamente il servizio operativo.
La dismissione del 1920
Il 30 giugno 1920 la USS Vermont venne ufficialmente dismessa presso il Mare Island Navy Yard.
Poco dopo, il 17 luglio 1920, la nave ricevette formalmente la classificazione BB-20. È importante ricordare che prima del luglio 1920 le corazzate americane non utilizzavano ancora ufficialmente il sistema di numerazione BB nella forma successivamente adottata dalla Marina.
La Vermont rimase inattiva presso Mare Island fino al novembre 1923, quando venne rimossa dall’elenco ufficiale delle unità navali statunitensi.
Il 30 novembre 1923 venne venduta per la demolizione, in conformità con le disposizioni del Trattato navale di Washington del 1922, che aveva introdotto importanti limitazioni agli armamenti navali delle principali potenze.
Con la sua demolizione si concluse definitivamente la storia della corazzata.
L’importanza storica della USS Vermont
La USS Vermont occupa un posto significativo nella storia della Marina americana perché attraversò alcune delle trasformazioni più importanti della guerra navale tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
La sua carriera coincise con il passaggio dalle corazzate pre-dreadnought alle nuove unità monocalibro, caratterizzate da una maggiore standardizzazione dell’artiglieria principale e da prestazioni sempre più elevate.
Quando la Vermont entrò in servizio nel 1907, rappresentava una nave moderna e potente. Nel giro di pochi anni, tuttavia, l’introduzione delle nuove corazzate rese rapidamente superato il suo progetto originario.
Nonostante questo cambiamento tecnologico, la nave continuò a essere utile per numerose attività. La partecipazione alla Great White Fleet contribuì a dimostrare la capacità americana di operare a livello globale, mentre gli interventi in Messico e ad Haiti mostrarono la sua utilità nelle operazioni di presenza militare e supporto alle forze terrestri.
Durante la Prima guerra mondiale, il suo impiego nell’addestramento e nelle missioni diplomatiche confermò la capacità della Marina di adattare le proprie unità alle necessità del momento. Infine, il servizio come trasporto truppe nel 1919 permise alla Vermont di contribuire direttamente al ritorno dei soldati americani dall’Europa.
La sua storia rappresenta quindi un esempio di versatilità operativa e di adattamento tecnologico. Pur non avendo partecipato a grandi battaglie navali, la USS Vermont svolse numerose missioni importanti per gli interessi strategici degli Stati Uniti.
Conclusione: una corazzata simbolo di un’epoca di transizione
La USS Vermont (BB-20) fu una delle corazzate più rappresentative della Marina statunitense durante il periodo di transizione tra le grandi navi pre-dreadnought e le moderne corazzate del XX secolo.
Costruita per offrire una combinazione di potenza di fuoco, protezione e autonomia operativa, partecipò a una delle più importanti spedizioni navali della storia americana, la circumnavigazione della Great White Fleet. Successivamente operò nell’Atlantico, nel Mediterraneo e nei Caraibi, partecipando a missioni militari, diplomatiche e di addestramento.
Il suo contributo durante la Prima guerra mondiale fu soprattutto legato alla formazione del personale e al trasporto dei soldati americani dopo la fine del conflitto. Queste attività, sebbene meno spettacolari rispetto a un combattimento navale, furono fondamentali per il funzionamento della Marina statunitense.
Dismessa nel 1920 e demolita nel 1923, la Vermont lasciò un’eredità storica che va oltre le sue caratteristiche tecniche. La sua carriera racconta infatti il percorso di una Marina in rapida evoluzione, sempre più capace di operare a livello globale e di utilizzare le proprie navi non soltanto come strumenti di combattimento, ma anche come mezzi di diplomazia, presenza internazionale e supporto logistico.
Oggi la USS Vermont BB-20 rimane un interessante esempio di corazzata americana dell’epoca pre-dreadnought e una testimonianza importante dell’espansione della potenza navale degli Stati Uniti all’inizio del Novecento.
Tabella riassuntiva delle specifiche tecniche della USS Vermont (BB-20)
| Caratteristica | Specifica |
|---|---|
| Nome | USS Vermont |
| Numero identificativo | Battleship No. 20 / BB-20 |
| Classe | Connecticut |
| Tipologia | Corazzata pre-dreadnought |
| Cantiere | Fore River Shipbuilding Company |
| Luogo di costruzione | Quincy, Massachusetts, Stati Uniti |
| Posa della chiglia | 21 maggio 1904 |
| Varo | 31 agosto 1905 |
| Entrata in servizio | 4 marzo 1907 |
| Dismissione | 30 giugno 1920 |
| Rimozione dal registro navale | 10 novembre 1923 |
| Demolizione | Venduta il 30 novembre 1923 |
| Dislocamento normale | 16.000 tonnellate |
| Lunghezza | 139,1 metri |
| Larghezza | 23,4 metri |
| Pescaggio medio | 7,5 metri |
| Velocità massima | 18 nodi |
| Propulsione | Motori a vapore a triplice espansione |
| Alimentazione | Caldaie navali a carbone |
| Armamento principale | 4 cannoni da 305 mm |
| Armamento secondario | 8 cannoni da 203 mm |
| Artiglieria intermedia | 12 cannoni da 178 mm |
| Artiglieria leggera | 20 cannoni da 76 mm |
| Armamento aggiuntivo | 12 cannoni da 3 libbre, 4 da 1 libbra e mitragliatrici |
| Equipaggio | Circa 880 uomini |
| Principali missioni | Great White Fleet, operazioni in Messico e Haiti, Prima guerra mondiale, trasporto truppe |
| Nave successiva con lo stesso nome | USS Vermont (SSN-792) |
Nota: i valori tecnici riportati si riferiscono alle caratteristiche della nave secondo la documentazione storica della US Navy. Il dislocamento indicato è quello normale e alcuni dettagli degli armamenti possono essere variati nel corso della carriera della nave.